Tecniche


Tecniche di lavorazione

ROVESCIO SU CARTA:questa tecnica si sviluppa nella seconda metà dell’800 grazie al mosaicista friulano Giandomenico Facchina, in occasione della realizzazione dell’Opera di Parigi e del progetto delle decorazioni, di cui egli stesso si occupa. Il metodo prevede l’incollaggio delle tessere, di qualsiasi materiale, “a rovescio” su una carta apposita, tramite una colla idrosolubile; il mosaico terminato mostra così il suo retro, viene poi applicato sul supporto finale, viene rimossa la carta dal mosaico e questo viene ripulito dai residui di colla. Quello che si ottiene è una superficie completamente liscia.

DIRETTO: è il metodo più antico e intuitivo. Le tessere affondano “direttamente” nella malta cementizia e il mosaico può essere eseguito subito sul supporto definitivo, oppure su un supporto provvisorio e, in una fase successiva, applicato. Questa tecnica “libera” le tessere, che non sono costrette a rispettare la piattezza della superficie che le ospita e possono inclinarsi e vibrare.

Stili di composizione

I diversi stili compositivi sono sempre determinati dagli “andamenti”, ovvero dal movimento delle tessere all’interno delle figure e degli spazi musivi. Il mosaico ne è caratterizzato fin dalla sua nascita e di conseguenza, i diversi stili possiedono un andamento proprio.

ROMANO: La tecnica così detta a “romano” si fonda sul recupero dello stile degli antichi mosaici pavimentali di epoca greco-romana, caratterizzati dall’uso della tessera quadrata, appoggiata direttamente sul letto di malta. Oggi si utilizzano entrambi i metodi di lavorazione: generalmente si lavora a diretto, cercando di mantenere una superficie piuttosto piatta e liscia, considerando la natura pavimentale dei mosaici romani originali. Se le circostanze esigono una superficie estremamente liscia, il bozzetto è particolare e richiede l’uso di tessere minute e cura dei dettagli, si può lavorare a rovescio su carta.

BIZANTINO: Così come quella “romano”, anche la lavorazione “bizantina” si ispira agli antichi mosaici, che dal periodo paleocristiano e per tutto il Medioevo, rivestono le pareti delle chiese. La tessera non è più quadrata, ma trapezoidale; la superficie musiva non è più pavimentale e per forza piatta, ma le tessere possono ora vibrare. Oggi la tecnica bizantina si realizza solamente a diretto, come era in origine.

FACCHINA: Tecnica ideata da Giandomenico Facchina, si esegue solamente a rovescio su carta, ottenendo superfici piatte; le tessere sono regolari, la fuga è molto stretta oppure ben visibile, ma costante, sempre uguale. È una lavorazione ancora oggi insegnata e usata per realizzare moderni mosaici pavimentali e parietali.

MODERNO/CONTEMPORANEO: In sintonia con i tempi e con nuove esigenze espressive, connesse sempre più a ciò che ha senso nel mosaico, la materia, e a ciò che al mosaico dà senso, la matericità, la tecnica muta, si trasforma; le regole restano. Gli andamenti si adattano al soggetto, alle necessità e agli obiettivi; le tessere sono irregolari, la fuga è molto evidente, così da diventare, a volte, lei stessa tessera.